Vigevano - Mostra Permanente Leonardo da Vinci - I luoghi, gli studi e le macchine

 

ROGGE E CANALI
nel territorio lomellino

risorsa didattica collegata alla Mostra delle riproduzione delle macchine di Leonardo da Vinci

al Mulino di Ludovico il Moro - Vigevano - Mora Bassa

 


Roggia Biraga

E' estratta dalla Sesia presso Carpignano e riceve acque dalla Busca e da altri affluenti per cui il suo corso si ingrossa e prende il nome di Biragone. Non lontano da Granozzo la Biraga si divide in due rami, prendendo quello a destra il nome di Rizzo-Biraga, quello a sinistra il nome di Biraghetta, bagnando, ciascun ramo nella propria direzione, i territori di Palestro, Robbio, Castelnovetto, Sant'Angelo, Zeme Campalestro, ed i territori di Borgolavezzaro, Cilavegna, Mortara, Tromello, Ottobiano e Scaldasole. La Biraga deriva il suo nome dalla famiglia Birago milanese, in quanto era stata concessa enl 1488 da Ludovico il Moro a detta famiglia (Rizzo e Birago). Passerà al Demanio con la legge del marzo 1885. Questa roggia ha una lunghezza di circa 59 Km.

Roggia Busca

In origine era chiamata roggia novarese. Viene estratta dalla Sesia a mezzo di una diga in pietra a monte di Ghemme nel novarese; scende a est, passa sotto la Biraga ed entra in Lomellina presso la cascina Bellaria; bagna quindi i territori di Confienza, Rivoltella Rosasco Colpenchio Cozzo e Bordignana fino a Valle dove s'immetterà nella Poella presso Castellaro. Molti sono i cavi derivati da detto canale, il quale è uno dei più importanti della Lomellina.
Nel 1380 risulta fosse di proprietà dei Visconti, per passare poi nel 1611 al conte Busca milanese, che gli darà il suo nome.
La roggia Busca , che è alimentata da un'emissione del canale Cavour, ha una lunghezza di 90 Km. Passerà al Demanio nel 1885.

Roggia Castellana

Estratta dal Ticino nel Vigevanasco, bagna la vallata nei territori di Borgo San Siro, Garlasco, Parasacco, Zerbolò, Carbonara e San Martino, terminando nel Po dopo un percorso di 42 Km.
Fu aperta da Agostino Beccaria nel 1466 e prolungata poi nel 1650 a spese dell'ospedale San Matteo di Pavia.

Il Naviglio Langosco

Il Naviglio prende il nome dalla nobile famiglia che lo fece costruire. Infatti il re di Spagna Filippo III sin dal 1613 aveva concesso ad essi di estrarre acqua dal Ticino per irrigare parte della Lomellina.
Estratto poco sopra Galliate nel Novarese, entra in un canale e scorre e scende sul territorio di Trecate e di Cerano; entra in Lomellina a Cassolnovo e Vigevano dove verso la Rometta passa sopra il Terdoppio.
Da questo naviglio derivano parecchie rogge: nel territorio di Vigevano viene estratto il canale che forma la roggia di Borgo San Siro.
Quest'opera fu finita nel 1629 senza che il fautore, il conte Guido Emanuele Langosco, potesse vederla ultimata causa sua prematura morte. Oggi è di proprietà di un numeroso consorzio di contadini.

Cavo Marangoni

Canale di una certa importanza, ha preso il nome di chi principalmente lo ha patrocinato. Aperto nel 1780, è formato dalle colature del Naviglio Sforzesco e della roggia Moretta.
Bagna le terre della Lomellina orientale,

Roggia Mora

L'origine di questo canale risale ad un periodo antecededente a Ludovico Sforza detto il Moro, perché secondo un testamento del settembre 1374, che si conserva nell'archivio capitolare di Vigevano, è già nominato con il titolo di "rugiam mora". Infatti pare che mora da etimo ario dovrebbe indicare acqua.
Quindi Ludovico spinto dalla necessità d'irrigare sempre meglio i sui possedimenti ampliò, arricchì e completò questa rete di canali (e questo dà a pensare che di tali lavori fosse esso stesso l'ideatore).
E' certo che questo duca chiese ed ottenne da Gian Galeazzo Maria Sforza suo nipote, il permesso per eseguire detta opera, che in pochi anni dal 1488 al 1492 sarà condotta a termine. La derivazione di proseguimento che innaffia buona parte del Vigevanasco e chiamata al suo inizio la Roggia Nuova, sorpassa il Canale Cavour e passando all'est di Novara attraversa il Terdoppio in direzione di Trecate diramandosi poi in tre bracci fra cui la Mora che percorre il territorio di Cassolnovo, e ingrossata dalle sorgenti, entra in quello di Vigevano scendendo quindi alla Sforzesca, ove nell'omonimo naviglio si immette dopo un corso di circa 60 Km.

Il Naviglio Sforzesco

Questo canale fu cominciato tra la fine del 1300 e l'inizio del 1400 a spese del comune di Vigevano sotto il duca Filippo Maria Visconti e si chiamava allora Navigium Viglevani o Naviglio del Comune. Ma risultò poi di pirtata e di lunghezza insufficiente. E' verso il 1450 che gli uomini che governavano il Comune di Vigevano donarono al duca Francesco I Sforza molto territorio per la costruzione di un Naviglio (cioè navigabile con barche).Il duca con lettera del giugno 1463 invitava Giovanni Visconti a Vigevano per migliorare i suoi fondi e costruire il canale. Ma la morte dello Sforza, avvenuta tre anni dopo, impedì che tali progetti fossero attuati.
Il figlio Galeazzo Maria Sforza, richiamato Giovanni Visconti, investiva dei redditi della possessione dapprima Carlino da Varese, suo gentiluomo di camera, quindi revocato tale donativo, con atto 31 dicembre 1475 regalava i fondi di Vigevano a Lucia Marliana, contessa di Melzo. Però il fondo, non ebbe migliorie. Solo il figlio di Galeazzo, ossia Gian Galeazzo Sforza (o meglio il rispettivo zio paterno Ludovico il Moro, che era protettore), con lettera 11 dicembre 1480 riconfermava a Giovanni Visconti il compito di migliorare i fondi e di rifare il Naviglio. Così per l'intelligenza del duca Ludovico, si ampliò e si completò questo Naviglio, che tanto beneficio portò alla prosperità di questa parte della Lomellina. E' estratto dal Ticino presso Romentino nel novarese. Scorre, ingrossato in parte dalle acque del Naviglio Langosco, rasentando la costa destra del fiume fino alla Buccella di Vigevano , dove un ramo rientra nel Ticino, dopo aver alimentato la Centrale elettrica, mentre l'altro ramo lambisce la città di Vigevano ed irriga il territorio della Sforzesca.
Nel 1986 codesto naviglio, già di proprità della marchesa Laura Gropallo della Sforzesca, entra a far parte dell'Ass. Est Sesia.


Le informazioni sono tratte dal testo Storia dei Comuni, Frazioni e Parrocchie della Lomellina di Romano Bergamo.

 

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